Teatro Niccolini

Via Ricasoli, 3/5
50122 Firenze (FI)
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T. +39 055 094 6404

06

Agosto
dal 25 al 28 novembre 2021

L'attimo fuggente

Ettore Bassi
con

Ettore Bassi
cast

JOHN KEATING, Ettore Bassi
PAUL NOLAN, Mimmo Chianese SIG.
PERRY, Marco Massari
NEIL PERRY, Matteo Vignati
TODD ANDERSON, Alessio Ruzzante
CHARLIE DALTON, Matteo Napoletano
KNOX OVERSTREET, Matteo Sangalli
RICHARD CAMERON, Leonardo Larini
STEVEN MEEKS, Edoardo Tagliaferri
CHRIS, Alessandra Volpe

scene e costumi

Maria Carla Ricotti
disegno luci

Valerio Tiberi
disegno fonico

Donato Pepe
regia

Marco Iacomelli
regia associata

Costanza Filaroni
produttore esecutivo

Davide Ienco

L’Attimo Fuggente è una storia d’Amore. Amore per la poesia, per il libero pensiero, per la vita. Quell’Amore che ci fa aiutare il prossimo a eccellere, non secondo i dettami sociali strutturati e imposti ma seguendo le proprie passioni, pulsioni, slanci magnifici e talvolta irrazionali. Seguendo quegli Yawp che spingono un uomo a lottare per conquistare la donna amata, a compiere imprese per raggiungere i tetti del mondo, a combattere per la giustizia con la non violenza.
Tom Schulman ha scritto una straordinaria storia di legami, di relazioni e di incontri che cambiano gli uomini nel profondo. L’Attimo Fuggente rappresenta ancora oggi, a trent’anni dal debutto cinematografico, una pietra miliare nell’esperienza di migliaia di persone in tutto il mondo. Portare sulla scena la storia dei giovani studenti della Welton Academy e del loro incontro col il professor Keating significa dare nuova vita a questi legami, rinnovando quella esperienza in chi ha forte la memoria della pellicola cinematografica e facendola scoprire a quelle nuove generazioni che, forse, non hanno ancora visto questa storia raccontata sul grande schermo e ancora non sanno “che il potente spettacolo continua, e che tu puoi contribuire con un verso”. Marco Iacomelli

dal sito www.teatro.it
4 stelle su 5

Dopo aver colpito nel segno con il musical, il regista Marco Iacomelli si dedica a un progetto di prosa, realizzando la versione italiana de L’attimo fuggente, la prima ad andare in scena fuori dagli Stati Uniti, a 30 anni esatti dall’uscita del film di Peter Weir (1989), che ha visto protagonista il compianto Robin Williams nel ruolo del professor Johm Keating. Spetta all’attore Ettore Bassi raccoglierne idealmente il testimone sul palcoscenico.

Un adattamento incisivo
L’adattamento in prosa è firmato da Tom Schulman, vincitore del premio Oscar per la sceneggiatura italiana del film; lo spettacolo infatti segue fedelmente la pellicola, portando in scena la storia degli studenti della Welton Academy che ridanno vita alla “Setta dei poeti estinti” in un collegio maschile del Vermont, nel 1959.
Schulman va inoltre riconosciuto il merito di aver condensato la sua stessa sceneggiatura in un atto unico di 95 minuti, scelta che si è rivelata azzeccata per richiamare alla memoria di chi ha visto il film le stesse emozioni e, contemporaneamente, introdurre alla filosofia del carpe diem l’attuale “Generazione Z” dei Post-Millennials.

“O capitano! Mio capitano!”
La scena di Carla Ricotti, nella sua estrema essenzialità, risulta funzionale alla vicenda. Gli unici elementi scenici che vengono spostati sono le sedie, che rappresentano i banchi di scuola dei ragazzi; gli adulti restano quasi sempre in piedi. I protagonisti sono come immersi tra le pagine di un grosso libro, in un atmosfera aulica, ma rarefatta. E al centro di questo grosso volume spesso campeggia il testo di O Captain! My Captain, poesia scritta da Walt Whitman, dopo aver appreso la notizia dell’assassinio del presidente Lincoln; mentre sul lato destro del palcoscenico incombe l’effigie del poeta statunitense.
Pur apprezzando la semplicità dell’impianto scenico, va detto però che l’incessante ripetersi di ingressi e uscite dei protagonisti sul palco – sia in buio, sia in luce – talvolta genera nello sguardo dello spettatore un senso di vuoto, che neanche l’emozione provocata dalla scena finale riesce a colmare del tutto.

Un cast consapevole
Ettore Bassi ha scelto di percorrere la propria strada nella costruzione del personaggio di John Keating sul palcoscenico, e il suo percorso sta dando i suoi frutti: l’attore ha l’intuito di catturare l’attenzione dei giovani colleghi sul palco e del pubblico in sala, utilizzando un approccio interpretativo e prossemico dai toni leggeri, ma non invadente, che richiama la maieutica socratica.
Fin dal monologo iniziale, sui quattro pilastri della Welton Academy – tradizione, onore, disciplina, eccellenza – Mimmo Chianese, nel ruolo del preside Nolan, si dimostra un antagonista abile ed esperto nell’instaurare con i ragazzi un rapporto che mai sconvolge il delicato equilibrio tra autorità e autorevolezza; la scena della punizione nei confronti di Charlie Dalton (Matteo Napoletano, uno dei caratteri più autentici dello spettacolo) è un momento emblematico.
Intensa prova d’attore anche per Marco Massari, che interpreta l’esigente sig. Perry; Matteo Vignati ha il volto accattivante e il piglio necessario per trasmettere il “sacro fuoco” e la curiosità che motivano l’animo del giovane Neil: il conflitto padre-figlio, tra i due, si rivela subito struggente e carico di emotività. Giocando la carta della timidezza, Alessio Ruzzante esprime, attraverso il personaggio di Todd Henderson, le sue potenzialità interpretative ancora in fase di crescita, come per il resto dei sette giovani attori protagonisti.
L’attenta e consapevole scelta del cast è un ulteriore merito da riconoscere al regista Marco Iacomelli, che ha reso questa pièce un’esperienza da vivere con estremo interesse e curiosità.

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