| ||
Indice |
BREVE PROFILO STORICO
Il teatro del Cocomero, così si chiamava il teatro Niccolini di via Ricasoli, già via del Cocomero, costruito demolendo gli interni di un piano del palazzo Ughi, sopra alle “botteghe di calzolaio e legnaiolo”, fu inaugurato la sera del 28 febbraio 1658. Da quel momento il teatro ha subìto continui sviluppi e cambiamenti fino al 1995, quando la sua attività si è interrotta. Molta storia d’Italia, dal costume alle vicende politiche, è passata attraverso la vita del Niccolini. Il teatro nacque dal desiderio di un gruppo di aristocratici di trovare un luogo per mettere in scena spettacoli, privilegio fino ad allora della Corte, con la struttura in legno allestita nel 1565 da Vasari nel salone de’ Cinquecento e con il teatro Mediceo (1586) all’interno degli Uffizi. L’unico teatro popolare era invece quello di Dogana, detto di Baldracca, costruito nel 1576 dentro l’attuale biblioteca Magliabechiana, dove il granduca accedeva senza essere visto. Quegli aristocratici fondarono anche un’Accademia che, dopo la realizzazione del salone di Palazzo Ughi, si divise originando quella degli Infuocati che rimase in via del Cocomero e quella degli Immobili che si spostò in via della Pergola in un vecchio tiratoio. I due teatri aprirono a distanza di un anno con lo stesso spettacolo, Il podestà di Colognole. Dal 1700 al 1752 furono apportati miglioramenti, con la realizzazione di un palco reale e un terzo ordine di palchi, fino a un grande intervento che modificò radicalmente l’aspetto e le dimensioni del teatro. Dalla famiglia Medici fu acquistato un edificio interno a tutta altezza e il palazzo Ughi fu destinato interamente a teatro. Con progetto dell’architetto Mannaioni, nel 1763 la platea assunse la tipologia a ferro di cavallo, nell’autentica tradizione del teatro all’italiana. Successivi interventi, su richiesta dei pompieri, portarono alla riduzione del palco e alla sostituzione del soffitto ligneo dei camerini con solai in laterizio a voltine. Il teatro, o meglio l’Accademia, si sviluppò molto estendendosi ai locali del “bottegone” in Piazza Duomo, come testimoniano molti inviti alle rappresentazioni con ingresso dalla piazza. Il complesso era dunque molto più ampio e comprendeva diversi spazi per il ristoro, lo svago e le altre destinazioni: dalla sala per la “diacciatina” alla sala da fumo, dalla sala da ballo al ridotto, oltre a magazzini, cucine, sartoria e laboratori vari. Una caratteristica, abbastanza rara, rimasta inalterata negli anni è quella della platea e del palcoscenico al primo piano. Agli inizi del ’900, a causa dell’appetibilità commerciale dei fondi su piazza Duomo, alcuni locali furono alienati. Questo compromise la complessa articolazione dell’Accademia e determinò nel 1914 la realizzazione del nuovo ingresso su via Ricasoli, nel vano già destinato alla sala da ballo. Con l’avvento del cinema, anche il Niccolini subì la sorte di molti altri locali: si convertì in sala cinematografica fino agli anni ’70 quando la proprietà, con Roberto Toni e Carlo Cecchi, fondò la compagnia de “Il Granteatro” che ebbe molta fortuna per una quindicina di anni e riportò i locali all’originaria destinazione eseguendo nei primi anni ’80 anche un restauro. Da alcuni anni un nuovo progetto di restauro dell’architetto André Benaim prevede il recupero di alcuni locali che nel tempo si erano persi e quindi la realizzazione di attività e spazi che permettano al Niccolini di affrontare un’ulteriore sfida lanciata dal nuovo millennio e dalla necessità di essere competitivi e contemporanei, facendo vivere il teatro per tutto l’arco della giornata. | |
| | ||
| s.n.c. di Mauro Pagliai & C. Via Livorno, 8/32 - 50142 - Firenze, tel. 055 737871 (n. 15 linee) info@teatroniccolini.com :: www.teatroniccolini.com :: N. Iscrizione R.I., C.F., P. IVA: 03649680489 :: N. Rea: 378194 © 2006, Teatro Niccolini - Warp Engineering | ||